Sasso Simone e Simoncello

Sasso Simone e Simoncello

Il Sasso Simone e il Sasso Simoncello sorgono lungo la dorsale appenninica su una vasta superficie pianeggiante e sono rappresentati da due affioramenti calcarei  che rappresentano gli elementi morfologici piú significativi del parco regionale del Sasso Simone e Simoncello. Dal ciglio della pianura sommitale del Sasso Simoncello si può osservare la cerreta che si estende dai piedi dei due Sassi fino al passo della Cantoniera di Carpegna, sviluppandosi dai 950 ai 1150 m di quota. Si tratta di una cerreta mista mesofila costituita da cedui invecchiati. L'interruzione della ceduazione ha portato allo sviluppo di piante che hanno superato i 30 anni di età che raggiungono notevoli dimensioni.
Dalla cima del Sasso Simone è possibile osservare le affascinanti aree calanchive circostanti e godersi il panorama sul ciglio delle caratteristiche pareti verticali che circondano i sassi su tutti i lati.

Informazioni generali

TERRITORIO
Il Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello è situato nel Montefetlro, nella zona più settentrionale dell'Appennino Umbro-Marchigiano, in un'area delimitata dai fiumi Marecchia a Nord-Ovest, Conca a Nord-Est e Foglia a Sud, all'interno della provincia di Pesaro e Urbino. Tale area, estesa per 4847 ha, comprende due rilievi montuosi ben distinti: Monte Carpegna a Nord-Est, Sasso di Simone e Sasso Simoncello a Sud-Ovest e ricade  nei Comuni di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pian di Meleto, Pennabilli e Pietrarubbia.

GEOLOGIA
Dal punto di vista geologico tutta l'area del Parco Naturale Regionale del Sasso Simone e Simoncello è costituita da una coltre di terreni caotici eterogenei chiamata  "Colata della Val Marecchia".
I terreni costituenti la "colata" si sono formati nell'area ligure, da dove sono lentamente scivolati verso oriente accavallandosi su quelli originari dell'area Umbro-Marchigiana-Romagnola.

"La colata della Valmarecchia"  è formata in gran parte da terreni argillosi ed argillo-marnosi ed ingloba blocchi per lo più calcarei come il Monte Carpegna, Pennabilli, San Leo, San Marino, ecc. Questi blocchi calcarei "galleggiando" sullo strato argilloso si muovono verso l'Adriatico e la loro emersione è determinata dai processi erosivi, i quali intaccando ed asportando i materiali argillo-marnosi più teneri fanno emergere, in rilievo, i blocchi costituiti dalle rocce più dure. Da questo processo hanno avuto origine "I Due Sassi".

FLORA
A quote inferiori di  800 metri la vegetazione è caratterizzata da boschi con un elevato numero di specie come la roverella, il cerro, il carpino nero, l'orniello, l'acero campestre e l'acero napoletano e tra gli arbusti la sanguinella, il corniolo e il nocciolo.
Attorno ai 1000 m s.l.m., nell'area che va dal dal Passo della Cantoniera fino ai Sassi Simone e Simoncello ed a Valpiano , si estende per circa 800 ettari un bosco ceduo invecchiato in parte avviato all'alto fusto con prevalenza di cerro e carpino bianco di particolare interesse naturalistico. Sui versanti assolati adibiti a pascolo del Monte Canale, di Monte Cassinelle e del Monte Carpegna il paesaggio vegetale è caratterizzato invece da arbusti quali il ginepro comune, la rosa canina, il biancospino, il prugnolo e il rovo.
Alle quote superiori ai 1000 m dove il clima è più fresco e umido, incomincia a comparire il faggio, accompagnato dall'acero di monte, dall'acero riccio, dal maggiociondolo alpino e dall'agrifoglio ed in alcune zone dal misterioso tasso.
Sul versante orientale del Monte Carpegna è presente un area con prevalente pino nero conseguenza del rimboschimento avvenuto nella prima metà del XX secolo.

A quote intorno ai 1200 - 1400 m si presentano le praterie secondarie adibite a pascoli del Monte Carpegna e dei piani sommitali del Sasso Simone e Simoncello.

FAUNA
Nel Parco sono presenti numerose specie di animali selvatici fra cui la Volpe, la Faina, la Puzzola, la Donnola, il Tasso, il cinghiale e il capriolo. Tra gli anfibi, nell'area sono presenti il Tritone crestato e quello punteggiato, la Rana rossa e la Rana verde, la Raganella ed il Rospo. Non lontano dal Simoncello è stata osservata anche la Salamandra pezzata.  La Vipera comune è l'unica specie di serpente velenoso presente nel Parco.
Fra gli uccelli sono diverse le specie di rapaci che si possono osservare nei diversi periodi dell'anno fra cui i più comuni la poiana, il gheppio. Anche se non nidificanti sono stati avvistati in attività di caccia l'Aquila reale, il Falco pellegrino e il Lanario.
>Ma le specie più interessanti e difficilmente avvistabili, risultano essere Il lupo che ha ripopolato l'area con alcuni esemplari ed il gatto selvatico presente sicuramente nel territorio dei Sassi.

La storia

La presenza dell'uomo nel Sasso Simone risale attorno al 1000 a.C. e probabilmente rappresentava un rifugio per le popolazioni durante le incursioni longobarde e bizantine. Nel XIII secolo i Benedettini costruirono un'abbazia dedicata a Sant'Angelo, con molta probabilità sul luogo di una cappella di epoca longobarda. Con l'arrivo di inverni particolarmente rigidi e l'apertura di nuove vie di pellegrinaggio si verificò il decadimento di questo sito. Con la peste del 1348 l'abbazzia fu abbandonata e nel 1462 fu soppressa.
Pochi anni prima del 1462 Malatesta Novello, signore di Cesena e Sestino, aveva pensato di fortificarlo e di costruire un castello. Iniziò i lavori ma dopo aver perso la signoria di Sestino il suo progetto fallì.
L'ultimo tentativo di ripopolamento fu messo in atto da Cosimo I de'Medici nel 1566, che nel giro di pochi anni fece costruire la città del Sasso formata da una cinquantina di case tutte uguali, la residenza del capitano, un tribunale, le prigioni, una cappella, tre grandi cisterne d'acqua per usi civili e militari, torri e mura. Una nuova inversione di clima che rende impossibile vivere a quote così elevate fa cadere definitivamente anche il progetto dei Medici. Di tutto questo oggi rimangono visibili alcuni ruderi, composti da pietre squadrate, tratti di mura, la strada lastricata di accesso e la cisterna interrata per l'approvvigionamento idrico.

Itinerario 1

Salita al Sasso Simone
Punto di partenza: a scelta dalla Cantoniera, da Miratoio, da Case Barboni, da Casa del Re, da Carpegna.
Durata: 3-7 ore in base all'itinerario
Difficoltà: da T a EE in base all'itinerario ed alle condizioni meteorologiche e del terreno

Itinerario 2

Salita al Sasso Simoncello
Punto di partenza: a scelta dalla Cantoniera, da Miratoio, da Case Barboni, da Carpegna.
Durata: 3-7 ore in base all'itinerario
Difficoltà: da T a EE in base all'itinerario, alle condizioni meteorologiche e del terreno
Note: la salita nell'ultimo tratto roccioso del sasso può essere difficoltoso in quanto esposto ed attrezzato con corde metalliche fisse.

Itinerario 3

Salita alla Torre del Peschio
Descrizione: si tratta di un affioramento calcareo situato in un'area fra i due sassi e l'abitato di San Sisto. Poco visibile e frequentato, ma da un punto di vista naturalistico molto interessante.
Punto di partenza: Carpegna, Frontino, S. Sisto.
Durata: dalle 2 ore in base all'itinerario scelto
Difficoltà: E-EE
Note: "un piccolo Sasso Simone" poco frequentato dagli escursionisti.

Sasso Simone e Simoncello Sasso Simone e Simoncello Sasso Simone e Simoncello

Calendario escursioni

Non sono programmate escursioni in questo periodo

Falcon Hotel
Sant'Agata Feltria (Rn)

Hotel immerso negli Appennini, a pochi km dalle princiapli escursioni