Monte Carpegna

Monte Carpegna

Il Monte Carpegna con i suoi 1415 m di altezza è il centro geografico e visivo dell'alto montefeltro e rientra nel territorio del Parco Regionale Sasso Simone e Simoncello. A causa del suo isolamento morfologico permette di godere di un panorama incredibile che spazia dal mare Adriatico, alle montagne dell'Appennino toscano fino ad arrivare ai monti Sibillini. Il Padre Domenicano Cimarelli in Historie dell'Umbria Senonia, 1642 lo descrive così:
"Quasi a questo Sasso (Sasso Simone) congiunto abbassandosi tra essi una sola valle s'innalza in ismisurata Mole di Carpegna il famoso Monte ………. Ha questo Monte assai Castella e grossi Villaggi d'intorno alle sue falde fondati; ove il terreno formento e biade assai produce………… Et siccome nell'erta del detto Monte selve si veggono, dove ogni sorte d'uccelli si annidiscano, così tra quelle una gran pianura si stende recante a Quadrupedi abbondantissimi Pascoli, e ricetto sicuro et affinché a quelli nulla manchi, ha nel suo gran ventre la natura del mare quasi un Mar d'acque guidato, le quali in più luoghi dalla bocca de fonti scaturiscano ivi, dal cui avanzo pigliano trincio i fiumi."

Scheda tecnica e naturalistica

La faggeta di Pianacquadio, un lembo di bosco costiuito da faggi di notevoli dimensioni e da alcuni esemplari plurisecolari associati a acero montano, acero riccio, acero napoletano, acero campestre, tiglio, , sorbo montano. Nello strato arbustivo si possono osservare la fusaggine montana, il maggiociondolo alpino, il nocciolo, il biancospino, il ciliegio volpino. Fra i fiori che esplodono prima dell'emissione delle foglie dei faggi, ricordiamo l'anemone trifogliata, il giglio rosso, il giglio martagone, il doronico, le orchidee elleborina gialla ed elleborina rossa, Dactylorhiza maculata ecc. Uno dei boschi meglio conservati della provincia!

Le praterie sommitali a 1300-1400 m.s.m., con il loro cotico erboso denso e morbido e le fioriture multicolori, dalle quali si possono osservare panorami stupendi. Si possono definire praterie secondarie mantenutasi per mano dell'uomo grazie al pascolo ed allo sfalcio periodico e costituita in prevalenza da specie spontanee anche poco comuni. L'erba da pascolo maggiormente rappresentata è la graminacea Cynosurus cristatus , da cui il nome di "cinosureti"

Il bosco di pino che avvolge il versante sud del monte. Non essendo un bosco autoctono, ma piantato dall'uomo, tra le conifere incominciano a crescere specie della flora arborea originaria mostrando la naturale tendenza della natura al ripristino degli ambienti naturali

Il bosco misto al di sotto del livello delle praterie con una flora e una fauna tutte da scoprire.

La Costa dei Salti, area floristica protetta n. 14", situata a Nord-Est della foresta demaniale. È costituita da calanchi, canaloni e pareti ripide pressoché spoglie, ma che ospitano una vegetazione rara e di notevole interesse botanico.ESCURSIONIPossibilità di salire nelle praterie sommitali o raggiungere le emergenze ambientali sopra descritte per almeno 10 diversi tipi di vie, dalle più facili alle più impegnative ed impervie fuori dai sentieri battuti, partendo da Scavolino, Pennabilli, Cantoniera, Carpegna o Villagrande.
A voi la scelta!!!

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